Oh, almeno qualche intervista dall’estero esce.

Oggi la nostra pantegana preferita compie gli anni.

In Olanda gli è stata fatta intervista sul tour: ciò è un bene. Non ne era uscita una finora, sono stati nascosti come talpe, e da noi figuriamoci se qualche “collega” riesce a partorire domande interessanti.

Pubblicato in: muselogia

Oh, ma l’hanno ripulito benissimo. Che invidia.

Green Day live at Unipol Arena, Bologna

Oh, a me dopo l’Iday giravano più le balle che all’organizzatore di Vivo concerti. Ma proprio mi aveva preso male per una serie di motivi: perché era il secondo giorno di fila che uscivo di casa pur essendo uno straccio totale perché il giorno prima avevo visto sotto il diluvio universale i Franz Ferdinand (ma soprattutto i Vaccines. Quando è che ri-suonano in Italia che mi preparo a un tornado?) e soprattutto perché ero già arrivata a Bologna, e ogni volta che si sposta la macchina con quanto cazzo costa la benzina ti va via un patrimonio. Neanche quei puzzoni dei Kooks (anche loro: due volte all’iday e due volte gli Headliner non si sono esibiti. Parliamone) suonarono.

Ora, Billie Joe l’han ripulito daddio.

Ora vorrei iniziare a drogarmi anche io per poi essere così pimpante a quarantaepiùanni. Non so. L’unica cosa che mi ha dato noia sono stati gli “EEEH OOOH”. Giuro. Credo.

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Spassatempo di Unicredit!


Abbiamo già parlato un’altra volta della forza sulla internet di una banca come Unicredit. Ora che è estate (e siamo tutti più pigri, ahem) esce fresco fresco un nuovo concorso a cui partecipare, la cui parola d’ordine del concorso è « perdita del tempo » e per questa ragione la nuova applicazione per parteciparvi si chiama Spassatempo.


Il concorso, lanciato il 31 maggio, sarà presente online fino al 28 giugno. Ed è facilissimo partecipare!
Una volta connessi sull’applicazione ed aver visto i simpatici video postati sull’impiego frivolo del tempo come « smacchiare il leopardo », « abbronzare l’orso bruno » o « pettinare le bambole », si dovrà inserire una frase riferita alla « perdita del tempo » di massimo 300 caratteri.
UniCredit sfida tutti gli internauti ad una gara a chi saprà intepretare nel modo piu creativo possibile l’ozio quotidiano. Coloro che parteciperanno, si candideranno di diritto come potenziali vincitori dell’estrazione prevista entro il 31 luglio.

Gli utenti che avranno invitato almeno 5 amici, avranno una doppia opportunità di essere estratti.
I 5 vincitori si aggiudicheranno uno dei 5 Smartphone Samsung Galaxy S3 messi in palio… non male come premio, no?
Cosa aspettate?

Pubblicato in: intervistozze e giornalaismi

Casa Bacardi ci ha fatto vedere i Kasabian aggratis. C’eravate?

Casa Bacardi: Kasabian at Piazza del Duomo MilanoIo avevo lanciato il sasso qui.
E alla fine Bacardi mi aveva scelto! Ve lo dissi su twitter…

Blogger ufficiale dell’evento più figo a Milano dell’anno. Peccato che però la rete Vodafone sia collassata al solito (ogni volta che un concerto ha più di 3000 persone succede. Quasi non ne posso più. All’Emirates coi Muse riuscivo a twittare… scommettete a Torino che no?) e quindi il tempo reale proprio non è andato benissimo… ma cerchiamo di farci perdonare con un bel po’ di foto da posizione privilegiata.

E’ stata una serata molto bella: eventi come avere la musica gratis nella cornice più bella milanese possibile devono essere ripetuti. E il feedback per essere una prima volta, nel maggio più meteorologicamente da anni è stato buonissimo!
Cosa ci ha offerto Bacardi? Una band emergente, una rockandroll band di successo, tanta musica e a molti fortunati anche del sano divertimento alcolico con il suo Rum.
Casa Bacardi: Kasabian at Piazza del Duomo Milano

Lo show dei Kasabian al solito è stato convolgentissimo: stavolta ben due le canzoni cantate dal semiitaliano Sergio Pizzorno. Unica nota stonata è che c’era così davvero tanta gente che la barriera è venuta giù alla prima canzone… e i Kasabian sono stati costretti a interrompere 15 minuti. Continua a leggere

Pubblicato in: canzoni e musica

29 to 30 (Daje Mius)

Mioddio ho fatto 30.

Inizialmente ieri non sapevo neppure come raccontarlo a mia madre, dacché mi ha detto “no, scusa e non eri con gli amici?” “no, mamma, gli ho detto che il biglietto che avevo era più figoso”. Lì ho realizzato di essere una pessima persona, ma ecco, i Muse perdavvero non mi fanno capire più un cazzo.

Comunque scrivere un reportino alla luce di Studio Aperto che dice che i Miùs sono un gruppo da intellettuali mi fa riflettere. Proprio perché la massa media intelletualoide italica ha un po’ i Muse sui coglioni. Io in questo ho il mio orgoglio di essere deficiente e di pensare che parte della portiera della Maserati di Dom è mia e alcune tutine del piccolo Bing provengono dal sudore della mia carta di credito.  Ma mi va bene. In fondo io a questi tre coglioni voglio bene, ed ecco: sono contenta di essermi fatta sei ore di trasporti pubblici totalmente bloccati, 319 scalini, una serata intera a twittare la scaletta e simili per loro. Proprio la dignità a zoccole, ma ecco.

[però non vi perdono una cosa: cosa cazzo ci potevo fare col braccialetto vip se poi fate l'afterparty con nani che fingono di sniffare (fingono?), sparachiodi in mano in mezzo a culi di spogliarelliste etc etc NASCOSTISSIMO CHICCAZZOSADOVE. Bastardi, vvvtttb solo quando suonate.] Continua a leggere

Pubblicato in: muselogia

Certo, però la zona dell’Emirates Stadium la conosco benone.

Incredibile, molte persone non mi credevano che ecco, io non fossi così assidua su Londra. Sono dipendente dalla zona germanica invero. Quindi non avevo mai profittato del volo low cost qui da prosciuttolandia.

Ho visto un casino di italiani. Interagito quindi poco con gli inglesi. In pratica è come se mi fossi solo spostata a Milano.

Non è che ho visto un granché. C’è questo grosso problema che la trasferta era Museoriented. Poi vi dico.

Pubblicato in: fran s corner

[ommioddioh è incombente] Arrosticini del Devon FTW.

Ciascheduno ha la propria crisi dei 30 anni, dicheno. Io la sto vivendo malissimo, dacché ho deciso di rincorrere per alcuni live i Muse.

Proprio che domenica mattina o forse sabato ho aperto gli occhi e con un pathos degno dell’ispettore coliandro ho pensato “minchia, ma mi rivedo quei decerebrati”. E non sapevo ancora a cosa puntassero.

Insomma ieri, mentre a rantoli mi riprendevo dacché stavo malissimo ho aperto instagram ed ho veduto che Dom Anderson, che è il tourmanagerunodeimuse, aveva pubblicato la foto di uno di quei cartelloni a messaggiovariabile dell’autostrada dove diceva che c’erano code per via di prove alla Ricoh arena. Poi guardo il twitter e tra i trending topics d’oltremanica c’era sta roba qui che temevano che Coventry bruciasse. E invece no, c’è stato -perdonate la brutta immagine- il congiungimento totale tra i Muse e i Rammstein. I Muse ora hanno lo spettacolone di fiamme e fuoco (mmmh, pensate a Bellamy con la cetra tipo Nerone…) tipo i Rammstein, Till ha il pellicciotto rosa come Bells. Manca solo il merge tra gli spettacolini homo-bsdm dei Rammstein col Belldom.

[chi non ha capito qui sopra meglio: siete troppo teneri. Vi scioccate]

Ora ho paura che abbia anche messo i robottoni eh. Questo non ha mezze misure.

In compenso dimagriremo tutti un sacco, non solo per gli stenti dacché abbiamo comprato i bijetti e non il pane. Effetto sauna, diciamo.

Dall’altro lato, comunque, si spera tirino fuori molte vecchie. Perché sì, cicci: Dead Star ce piasce, e allora? (e fu così che fecero Feeling Good, Unintended, United states of Eurasia, Invincible e Neutron Stars Collision)

 

Pubblicato in: muselogia

Anche questa è un’alternativa per il vostro 5 per mille.

[ Articolo Sponsorizzato per UNICEF]


L’UNICEF è il principale acquirente di vaccini al Mondo (con una percentuale di forniture che arriva al 36%), ma nonostante questo, ancora oggi, il 20% dei bambini nel Mondo non viene vaccinato.

 

Pubblicato in: intervistozze e giornalaismi

Il casino è che, vedete, do ora il peggio di me solo su twitter.

[torno, promesso]

(cioè, questo viveva a Lodi, a Lodi!)

Pubblicato in: canzoni e musica

Trovati un lavoro, smettila di cazzeggiare.

Da un anno a questa parte, rendendomi conto che porta sfighissima raccontare i cazzi miei nero su bianco, avevo evitato di bloggare eventuali lavori/sentimenti/scazzi/cazziemazzipersonali. Non so se giustamente: questo, diciamocelo, è uno dei “grandi” blog personali o perlomeno con una linea editoriale che viaggia dalla musica, ai viaggi, al magnamo con una randomicità tale che non me lo spiego neppure io. Ora va di moda incasellare, vanno di moda i fesscionbloggher (alcuni scrivono, vi giuro, dicendo che sono famosi e che vogliono accrediti per concerti negli stadi. Accrediti che non danno neppure a me se ci metto una testata lavorativa a supporto di mezzo: però i fescionblogs hanno una sorta di introito da borse e ninnoli che colcazzo a me arrivano)

[per dirvi: l'anno scorso andavano di moda i blogtour. Io non avevo molto tempo, lavorando. Quest'anno lavoro meno. Avrei tempo. Ma si sono dimenticati anche che bevo vino come una spugna e non arriva più neppure quello. Forse davvero dovrei postare outfit da operaia polacca...]

In tutto questo vorrei, quasi, chiedere scusa per un ammontare di post, che, sono qui sopra sponsorizzati e rendono questo blog meno… mmmh, dinamico? Diciamo così. Forse il bello per cui mi avete sempre seguito è perché scrivo alla cazzo di cane: lo faccio anche con quei post. Ma mi sembra di ammorbarvele un po’. E invece vi dico: come pensate che io mi paghi lo stadium tour dei Muse?

Sì, già: e all’estero fare blogging è un mestiere pagato. Riconosciuto, non ascritto al cazzeggio. Perché, diciamolo: non è che se sei giornalista sai a volte anche bloggare.

Pubblicato in: lo sglapsanalista