Una lista è solo una lista/1: cantanti che vedendoli quest’anno sappiamo che ci conviene spendere anche in futuro.

Domani faccio la lista concerti di tizi che sono stati i venti più fighi dell'anno. Io la classifica dei dischi non la faccio, ci si deve mettere troppa ratio e troppo sbattimento e poi cazzo faccio a scegliere? Almeno coi live hai 234 discriminanti tra cui anche il tempo, la security e i vicini di concerto.
Questa vuole essere solo una semplice lista di priorità di persone che ho visto suonare quest'anno in ordine di "mi ci scapicollerei per loro prima di/ sono valsi il biglietto/ sì, se ritornano sepoffà"
Non volevo mettere Editors e Muse per dei motivi groupistici poi è andato il perché no?
'nnamo:

20. The Record's: band indiepop dell'anno. Finalmente degli italiani esportabili che sanno suonare e sanno cantare in inglese. Bel dischetto, molto bravi dal vivo. Se non li avete visti son da recuperare subito. Thanks Brescia.
19. Joycut: la mia band italiana dell'anno. Li ho sentiti al Covo e mi hanno letteralmente fulminata. Sai l'amore a prima vista? Se mi migliorano anche i vocals un attimo mi groupizzo.
18. Johnny Flynn: ora il folk lo fanno anche alla sagra della porchetta di ariccia, ma appena mi nominano il genere mi viene in mente lui: uomo puccissimo e bravissimo. Anche se non so, temo che lo caghiamo io, NME e Zane Lowe.
17. LCD Soundsystem: posizione scelta apposta. Live totalmente scazzato causa abbuffata con la salama da sugo a Ferrara (madò, sembrava dovesse ruttare da un momento all'altro), macchina da guerra al Frequency. Ma in ogni caso una delle poche band (band?) che ti fa shakerare il culo in sicurezza. Investimento.
16.Wallis Bird: irlandese, che spacca in crucchia. Da noi forse si è sentita solo per una hit da sottofondo veline. Molto brava, molto graziosa. Melodica e folk assieme, senza annoiare.
15.Blue October: la cosa più emo che metto in classifica. Sono bravi ma sono anche rock, non solo emo. Da noi praticamente sconosciuti, in US e Germania vendono. Mi piacerebbe rivederli sicuramente ma anche per loro, come per i Kaizer Orchestra occorre sconfinamento austriaco. Se vi appassionate si fa il pullmino.
14. Kasabian: Eh. Che ci scrivo? Vi dico questo: una delle mie amichette di concerti è andata a vedere gli U2 a Torino per vedere i Kasabian. Nel mio scarso trasporto sul commentare le cose vi direi "son bravi, cazzo" e non mi viene altro. Ma tipo spero di beccarli a un festival.
13. Yeasayer: boh, credo miglior live elettronico dell'anno. Non mi hanno annoiato, mi sono divertita, hanno coinvolto il pubblico. Li andrei a rivedere se facessero un concerto di capodanno in qualsiasi posto.
12. Melissa Auf der Maur: come vi spiego che delle Hole amavo lei e mi rompeva il cazzo Courtney Love? Il suo album è molto buono. Lei dal vivo è solidissima. Sembra che abbia sempre cantato da secoli, lì, da sola. E invece è solista da poco, suonando un basso. Sorpresona dell'anno a livello "uh, chi si rivede.
11.!!!: altra garanzia sul muovere il culo a un concerto. Ironici, con poche menate, e rimessi in sesto dopo la disgrazia avuta all'interno della formazione. A Ferrara meglio loro infinitamente rispetto agli LCD. Persi a Novembre a Milano causa congestione settimanale di live, e rosico abbestia.
10. Rufus Wainwright: Il prossimo tour spero non ci sia la pantomima operistica iniziale che lo fa scendere in posizione cutoff (la decima). Bella eh, sai suonare eh, figata eh, sì, tranquillo non ti applaudo ma mi stavo abbioccando. Recuperò poi con una seconda parte della madonna dove sembrava l'avessero cambiato nel camerino. Eppoi è bellissimo.
9. The National: gente con la voce baritonale che beve tantissimo vino (stima) e camminando sulla folla (stima due) continua a cantare come prima (stima a mille) supportata da musicisti della madonna. Era l'unico concerto che 30 euro sembravano pochi [PROMOTERS STIAMO SCHERZANDO OVVIO]
8. Rammstein: come invecchiare senza diventare la pantomima di se stessi. I Dvd dei Rammstein dovrebbero vederseli molti cantanti italiani e prenderne spunto: fanno da anni lo stesso show che tutte le volte lascia a bocca aperta.
7. Mumford and Sons: carini, umili, e se fanno un secondo album migliore anche del primo io vado a lustrargli le scarpe. Unico gruppo dell'anno che al Covo mi ha fatto saltellare alla seconda canzone facendomi smettere alla settima. Sì, loro che son tranquilli. Pensa un po' te.
6. Editors: se non avessi visto i live degli anni passati i due di quest'anno li liquiderei con "mestiere". E invece stanno crescendo, i ragazzi. Ma non sono pronta ancora a vedere lo switch di Tom Smith in Dave Gahan.
5. Muse: San Siro non mi è piaciuto, è stato mestiere. Poi li ho visti a un festival e li ho riconosciuti nuovamente. Ora la dicotomia mi preoccupa molto (come la storia che se fanno due serate attaccate la prima è sempre con una setlist di merda e la seconda no) però ecco. Ehm.
4. The Gaslight Anthem: io in loro ci credo tantissimo. Se gli Editors si inseriranno nella nicchia "vedove dei Depeche Mode" e i Muse "vedove degli U2" qui prendiamo tutti gli Springstiniani. Avessero un carattere meno da riccio e fossero meno americani gioverebbe. Ma noi li amiamo.
3. Florence and the Machine: paurosamente migliorata. Nel solo arco di quattro mesi. Nell'attitude: era molto inglese (parlava starnazzando ed era poco paracula) e ha mitigato ciò. In gestione della voce. In controllo del palco. Non ha fatto neppure una canzone così urenda per Twilight e ci ha svincolato il capello rosso. Come si può non volerle bene? Per lei ho già affrontato la A1 con un unico lastrone di ghiaccio da Panigale a Parma.
2. Marina and The Diamonds: sta ragazza è brava quanto è bona. Spacca il palco. Ma proprio lo tiene e ci fa quel che vuole. E' polistrumentista. Ha una gran voce. Il fatto che in Italia ancora non la si caghi completamente è una cosa a me ignota. Poi finisce che al secondo cd ce la ritroviamo ovunque qui in italico suolo eh?
1. Jimmy Gnecco: ora, parliamoci chiaro. Io aspettavo un suo live da 10 anni, quindi poteva anche cantare a rutti che ero soddisfatta tantissimo uguale. Uno showcase piccino mi ha fatto capire che sì, è come sul bootleg. Quindi io esigo un live degli Ours almeno in Europa per cantare a squarciagola l'ultimo ciddì. Basti vedere come mi tremavano le mani su Run away to tell the world.

Categoria(e): canzoni e musica

5 commenti a Una lista è solo una lista/1: cantanti che vedendoli quest’anno sappiamo che ci conviene spendere anche in futuro.

  1. Oh beh, io ci vengo in ginocchio a vedere i Blue October.

    E anche i Gaslight Anthem.

    Organizziamoci, ho delle ginocchiere molto resistenti…

    deadmanwriting

  2. Tu arrivi sempre tardi.

  3. Alcuni li ho visti, altri no. Mo per sicurezza me la salvo che così intanto mi vado a sentire quelli che non conosco..per cominciare

  4. Eh, dovresti tipo mandarmi una mail mensile con i gruppi e i concerti che devo andare a vedere. Tanto ormai coi miei gusti ci azzecchi al volo!

    (vado ad ascoltare i The National, va…Smilie: ;)

    deadmanwriting